19 Aprile 2018

T.R.E. (TriRazionalEccentrico)

Possibilità, come sempre, di prenotare per il DINNER IN JAZZ (tavolo per cena e spettacolo) lasciando un messaggio allo 011882939 o sul form apposito del sito internet www.jazzclub.torino.it

Pianoforte: ALESSANDRO GIACHERO

Contrabbasso: STEFANO RISSO

Batteria: MARCO ZANOLI

T.R.E. nasce nel 2 3 dall’incontro di tre forti personalit musicali con l’idea di creare e cercare un suono compatto ed un linguaggio personale all’interno del trio; formazioni pi “tradizionali” ma anche pi stimolanti. Il nome deriva dalla volontà di far coesistere in questo gruppo la parte à
razionale della musica, e quindi l’aspetto compositivo, con la parte eccentrica e pi “irrazionale”, cioè l’improvvisazione estemporanea. Nel corso degli anni il gruppo ha avuto numerosi riconoscimenti come la
vincita nel 2005 del “Padova Porsche Jazz”, premio che porta il gruppo in un tour italiano.
Nel 2006 viene segnalato tra I migliori gruppi nel Top Jazz Referendum della rivista “Musica Jazz” e l’album “Riflessi” votato tra I migliori dischi è dell’anno all’interno dello stesso referendum. Nello stesso anno il brano
“Tonzig” a firma congiunta dei componenti del trio inserito nel cd allegato è alla rivista “Musica Jazz”.
Nel 2009 la rivista specializzata JazzIt dedica un’ampia intervista al trio.
Il penultimo lavoro in studio “Lyrics”, oltre alla consueta distribuzione IRD, è stato pubblicato in esclusiva in Giappone dall’etichetta GATS PRODUCTION.
Il gruppo infine pubblicato il proprio nuovo lavoro discografico dal titolo “Horo” lavorando con l’atipica formazione del quartetto con doppio pianoforte; grazie alla collaborazione con Stefano Battaglia (ECM) ha esplorato nuovi risvolti timbrici.
La ricerca del gruppo origina un suono uniforme e un linguaggio personale la cui principale caratteristica costituita dalla coralità delle tre voci è à
che si muovono in maniera paritetica, dando maggiore profondità ed espressività all’impianto armonico-melodico.

16 Dicembre 2016

AFRO JAZZ FESTIVAL: FEDERICO BONIFAZI TRIO FT. BABACAR SALL

A Torino si svolge la prima edizione dell’Afro Jazz Festival, un festival di Jazz dedicato alle sonorità africane determinati per la nascita di questo genere musicale. Il festival organizzato dal Consorzio Piemonte Jazz, in collaborazione con Ancos – Confartigianato, G.A.C.S e con il patrocinio della Regione Piemonte vedrà esibirsi per due giorni musicisti di fama internazionale affiancati da musicisti locali.

Djembe e Dumdum: BABACAR SALL

Pianoforte: FEDERICO BONIFAZI

Alessandro Minetto Batteria: ALESSANDRO MINETTO

Contrabbasso: STEFANO RISSO

La grande curiosità reciproca ed una speciale sensibilità verso le musiche di tradizioni lontane, hanno fatto nascere questo progetto.

Il continuo dialogo dei musicisti sia nell’esposizione dei temi originali che nei momenti improvvisativi, danno vita ad una musica profonda che intreccia i ritmi serrati di Babacar Sall con le melodie e le armonie del trio che Federico Bonifazi ha recentemente registrato a New York con Eric Alexander (St), John Webber (b), Jimmy Cobb (d) e prodotto a maggio 2016 dalla Steeplechase Production.

Babacar Sall, che è anche danzatore e coreografo e proviene da una famiglia di grande tradizione di suonatori di sabar (lo stretto e lungo tamburo solista che si suona con un bastoncino di salice o ciliegio ), si è esibito in grandi festival internazionali tra cui:

2003 Royal Days International Folk Dance Festival, Székesfehérvá (Hungary)

– 2005 Desert Rhythm Festival, Dubai (United Arab Emirates);

1st Prize for the Best Group, 1st Prize for Best Dancer, 1st Prize for the Most Known Group

-2006 Tribal Town Africa Festival, Turin (Italy)

– 2011 Brouhaha International Street Festival, Liverpool (England)

– 2012 Brouhaha International Street Festival, Beatles Museum, Liverpool (England)

– 2012 Grand Sabar festival, Asti (Italy)

-2012 Festival Vues d’ici Vents d’allieurs 2012, Issogne (Italy)

-2013 Tribal Town Africa festival, Turin (Italy)

2010 – 2014 Stage of Senegal dance and percussions for kids and adults, La Pirogue Association, Cultural Center of Bates, France

10 Dicembre 2016

EDNA

Possibilità, come sempre, di prenotare per il DINNER IN JAZZ (tavolo per cena e spettacolo) lasciando un messaggio allo 011882939 o sul form apposito del sito internet www.jazzclub.torino.it

Piano fender rhodes, korg ms20, moog sub 37: ANDREA BOZZETTO

Contrabbasso, synth bass, live electronics: STEFANO RISSO

Batteria: MATTIA BARBIERI

EDNA fa della ricerca ritmica contemporanea la propria estetica.

Ritmi sovrapposti e cellule polimetriche non portano ombra ad una grande passione per la melodia. Il risultato finale è una musica fortemente sperimentale, ma non di difficile accesso.

Andrea Bozzetto, Stefano Risso e Mattia Barbieri si muovono lungo coordinate che riescono ad incrociare trame poliritmiche e pratiche melodico armoniche del Novecento europeo, fondendo tradizione jazz e avanguardia.

Da pochissimo tempo sulla scena, la formazione ha già suonato, nel 2016, al Torino Jazz Festival, all’Alba Jazz Festival, in ci ha collaborato con Francesco Diodati e al Jazzit Fest 2016.

I membri di EDNA negli anni hanno collaborato con Richard Galliano, Javier Girotto, Gianni Coscia, Fabrizio Bosso, Francesco Bearzatti.

12 Ottobre 2016

HOUDINI

Possibilità, come sempre, di prenotare per il DINNER IN JAZZ (tavolo per cena e spettacolo) lasciando un messaggio allo 011882939 o sul form apposito del sito internet www.jazzclub.torino.it

                               Chitarra: ENRICO DEGANI

Contrabbasso: STEFANO RISSO

Batteria: MARCO ZANOLI

Canzoni che lasciano carta bianca all’emotività melodica e che, anche grazie al timbro acustico, sono in grado di parlare con voce profonda: sono questi Houdini, formazione che spazia dal rinascimento cinquecentesco alle composizioni originali. Nella musica di Degani, Risso e Zanoli un sincero abbandono si annoda all’intimità di un dialogo tra corde, che siano vocali, di nylon, di canapa, di legno, da scalatore.

Il percorso del trio parte dalla musica antica e arriva alle composizioni originali, senza disdegnare la ricerca timbrica, da un lato, e il forte lirismo, dall’altro.