25 Luglio 2019

Marcello Picchioni Trio

Si sentiva la mancanza di Marcello Picchioni e del suo fenomale trio sul palco del Jazz Club Torino.

🥁 Il groove di Marco Tolotti
🎻 L’esperienza del Maestro Enrico Ciampini
🎹 Il gusto e la raffinatezza di Marcello Picchioni

ON STAGE:
📆 Giovedì 25 luglio
🕤 21.30
📍 Jazz Club Torino

🍽 Prenota il tuo tavolo per il DINNER IN JAZZ (cena & spettacolo live) compilando il form sul sito www.jazzclub.torino.it o lasciando un messaggio in segreteria allo 011/882939 🍴

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Marcello Picchioni Trio

La formazione ripropone alcuni dei brani che hanno caratterizzato i grandi piano trii della storia del Jazz a partire da quelli di Tommy Flanagan e Monty Alexander fino ad arrivare a Mulgrew Miller e Dan Nimmer. L’affiatamento dei musicisti, frutto di tante precedenti esibizioni, e la passione comune per lo swing sono l’elemento distintivo del sound del gruppo.

28 Settembre 2017

MARCELLO PICCHIONI TRIO

Possibilità, come sempre, di prenotare per il DINNER IN JAZZ (tavolo per cena e spettacolo) lasciando un messaggio allo 011882939 o sul form apposito del sito internet www.jazzclub.torino.it.

Piano: MARCELLO PICCHIONI

Contrabbasso: ENRICO CIAMPINI

Batteria: MARCO TOLOTTI

Il trio affonda le radici nella musica afroamericana degli anni ’50 e ’60 riproponendo in modo fresco e swingante alcuni arrangiamenti di jazz standard con riferimento agli esponenti del New mainstream attivi ai giorni nostri nella scena newyorkese.

16 Giugno 2017

OPEN AIR LINDY HOP NIGHT FT. BELIN-DY HOP 4TET

Possibilità, come sempre, di prenotare per il DINNER IN JAZZ (tavolo per cena e spettacolo) lasciando un messaggio allo 011882939 o sul form apposito del sito internet www.jazzclub.torino.it

La Lindy Hop Night, format attesissimo, vi farà scatenare al ritmo dello swing, con la migliore musica dal vivo della città. La serata, sotto le stelle, è organizzata in collaborazione con la scuola Feel Good Swing di Chiara Silvestro e Alessandro Rossi.

Pianoforte: MARCELLO PICCHIONI

Sassofoni: GIANLUIGI CORVAGLIA

Contrabbasso: GIANMARIA FERRARIO

Batteria: PAOLO FRANCISCONE

“Belin! Che swing!” è l’esclamazione più usata dai ballerini di Lindy da quando Picchioni, genovesissimo pianista (da qui il nome del quartetto) ha iniziato a proporsi come pianista nelle formazioni e orchestre di Swing torinesi, da qualche anno a questa parte. La sua zampata blues, il suo tocco deciso e il suo accompagnamento layed-back sono ormai diventati talmente riconoscibili da essere quasi un marchio di fabbrica. In questa occasione si propone con il suo quartetto in un repertorio frizzante e carico di groove, che attinge dai grandi classici della Swing Era, del Boogie, del Blues e del Lindy Hop e li mescola generando una pulsazione terzinata continua in grado di far muovere e ballare – lui stesso dice – “anche i muri più duri e le pietre, in generale!”. 

Per fare ciò, il goliardico pianista si avvale di alcuni dei più esperti e “scafati” musicisti swing in circolazione: Gianmaria Ferrario al contrabbasso, Paolo Franciscone alla batteria (entrambi leaders e componenti di innumerevoli orchestre Swing/jazz)  e Gianluigi Corvaglia, vera “rivelazione” del sassofono e maestro del linguaggio swing e bebop.

 

1 Febbraio 2017

JAM SESSION NIGHT: MARCELLO PICCHIONI TRIO

Possibilità, come sempre, di prenotare per il DINNER IN JAZZ (tavolo per cena e spettacolo) lasciando un messaggio allo 011882939 o sul form apposito del sito internet www.jazzclub.torino.it

Il trio guidato dal pianista Marcello Picchioni apre la nostra jam session.

Pianoforte: MARCELLO PICCHIONI

Contrabbasso: ENRICO CIAMPINI

Batteria: ALESSANDRO MINETTO

Il gruppo attinge a piene mani dal repertorio degli anni d’oro del jazz, in particolare prendendo ispirazione dalle incisioni di pianisti come Kenny Drew, Hampton Hawes, Harold Mabern, Victor Feldman, Cedar Walton ed altri che per svariati motivi sono rimasti leggermente nell’ombra rispetto ai loro colleghi più famosi come, per esempio, Hancock, Peterson, Tyner o Evans. Non per questo, però, il loro contributo alla diffusione e allo sviluppo del linguaggio jazz è stato meno importante ed è proprio ciò che il trio di Picchioni cerca di sottolineare con il suo personale tributo ai pianisti “minori” dell’America anni Cinquanta e Sessanta.